PescaTurismo in Provincia di Rovigo

Interreg IIIA / phare CBC Italia Slovenia - progetto “Coast to coast”

AMBIENTAZIONE DELL'ATTIVITA'

A rendere unico l’ambiente del Delta concorre, sicuramente, il Parco con la sua superficie di 12.000 ha ed istituito con la legge regionale dell’8 settembre 1997 n. 36.

La Regione Emilia Romagna ha istituito il suo parco regionale nei territori delle Province di Ravenna e Ferrara sin dal 1988.

I Comuni del Delta che fanno parte del nuovo parco regionale sono tutti in Provincia di Rovigo e sono: Rosolina, Porto Viro, Ariano nel Polesine, Taglio di Po, Porto Tolle e, in modo marginale, Adria, Loreo, Corbola e Papozze.

Le zone comprese nel perimetro del parco sono: il corso principale del Po (Po di Venezia e Po di Pila); le Dune di Ariano Polesine (Dune di San Basilio) e di Porto Viro; il 50% della estensione delle valli del Delta del Po; l’area a sud del Po di Pila, esclusa la Laguna del Basson; l’Oasi di Ca’ Mello e il biotopo Bonelli; l’area del Bacucco confinante con la Provincia di Ferrara; l’area degli Scanni, escludendo la fascia perimetrale per una larghezza di trenta metri.

Si descrivono ora le emergenze del Delta più importanti come sacche e lagune, biotipi e i manufatti di interesse.

Le principali Sacche e Lagune del Delta del Po
Il territorio che va dalle foci dell’Adige a quella del Po di Goro, rappresenta un irripetibile ambiente umido ed oltre l’80% della superficie totale del Delta del Po. L’alternanza tra corsi d’acqua dolce e salmastra, valli, sacche e lagune risulta essere quanto mai congeniale ad una moltitudine di biocenosi acquatiche, tutte interessanti da un punto di vista biologico, molte da quello economico - produttivo.

Dalla foce dell’Adige, confine tra la provincia di Venezia e quella di Rovigo, proce­dendo verso sud, la prima laguna, ovvero il primo specchio acqueo in comunicazione costante con il mare e che per questo ne vede influenzate le principali caratteristiche fisico chimiche e biologiche, è quello di Caleri.

Esso si sviluppa in lunghezza da nord a sud con larghezza massima in prossimità della parte mediana.

La laguna di Caleri si estende per circa 1.150 ettari ed è seconda, per superficie, solo alla Sacca degli Scardovari. Procedendo verso sud, delimitata ad est dallo Scanno Cavallari e ad ovest dall’isola di Albarella incontriamo la laguna di Marinetta estesa circa 350 ettari, ma per questo non meno importante da un punto di vista produttivo rispetto alle altre lagune maggiormente estese. Contigua a quest’ultima troviamo la Laguna di Vallona che si estende per circa 800 ettari. Scendendo verso sud, superata la foce del Po di Maistra, incontriamo la laguna di Barbamarco vasta circa 800 ettari. Tra la foce del Po di Tramontana e quella del Po di Pila o di Venezia è invece ubicata la laguna del Bonello o Bacucco, vasta circa 200 ettari. Ancora a sud incontriamo prima la laguna del Basson con i suoi 300 ettari di estensione divisa dalla Busa di Scirocco dalla laguna del Canarin - 1000 ettari circa. Scendendo ancora si rinvengono infine la laguna denominata Bonelli Allagamento, circa 300 ettari, ed infine la Sacca degli Scardovari che con i suoi 3.200 ettari rap­presenta l’ambiente salmastro più importante del Delta Polesano.

I Biotopi presenti

a) Isola della Batteria;
b) Territorio delle ex valli da pesca compreso fra Ca’ Mello e Bonello;
c) Oasi di Ca’ Mello;
d) Biotopo di Bonello;
e) Bosco Nichetti ad Ariano Polesine;
f) Dune fossili di Porto Viro e Rosolina;
g) Dune fossili di San Basilio, Grillara e Piano di Riva ad Ariano Polesine;
h) Golena di Santa Maria in Punta all’incile del Po di Goro (Ariano Polesine).

A) L’Isola della Batteria è una riserva naturale dello Stato dal 1977, un tempo utilizzata come risaia, è stata successivamente abbandonata e attualmente, a causa dell’abbassamento del terreno che ha caratterizzato tutto il territorio del Delta del Po, il mancato uso delle idrovore e la presenza di varchi creatisi nell’arginatura perimetrale, si trova ad essere in diretto contatto con l’ambiente esterno.
Nell’isola è presente un nucleo di edifici, abbandonato e in parte allagato.
L’isola è coperta da una vasta estensione di canneto, con diversi specchi acquei liberi al suo interno;
la profondità dell’acqua è di circa 1-2 m.
La fauna dell’isola è interessante per la presenza di abbondante avifauna di passo e stanziale.
L’isola è ora instabile per erosione dell’argine di separazione dalla Busa di Tramontana del Po di Pila.

B) Il territorio delle ex valli da pesca compreso fra Ca’ Mello e Bonello, come gran parte del territorio deltizio, ha subito importanti interventi di trasformazione determinati dall’intervento dell’uomo, che si riconducono sostanzialmente alla predisposizione alla piscicoltura degli acquitrini derivati dalle lagune, all’imbrigliamento dei fiumi entro argini sempre più poderosi e alla bonifica di nuovi territori.
A rendere però singolare il paesaggio concorre la presenza di alcuni biotopi: la cosiddetta Oasi di Ca’ Mello verso sud-est del territorio, il Bonello e la residua pineta di Cassella ad Ovest e, in posizione nord-sud, il tracciato del paleoalveo del Po di Scoetta attualmente utilizzato come canale di bonifica.

C) La zona umida di Ca’ Mello, assieme al relitto di Valle Bonello, è rimasta una dei pochissimi bacini di origine naturale presente nel comprensorio. Benché in origine non particolarmente adatto alla pesca, se ne conosce il significato quale luogo di sosta e nidificazione per numerose specie di uccelli di ambiente vallivo.
Negli ultimi anni la messa in funzione della moderna idrovora di Ca’ Dolfìn ha reso superfluo rimpianto che riforniva d’acqua questo bacino, nonché l’idrovora che lo collegava alla Sacca degli Scardovari.
Si tratta di una zona umida coincidente con quella che era un tempo il bacino di foce del Po di Ca’ Mello, attivo sino alla fine del secolo scorso, poi divenuto bacino di acqua salmastra a servizio delle valli da pesca. L’attuale paesaggio e lo stesso ambiente naturale destano oggi, proprio per i recenti interventi di ripristino, particolare attrattiva sul visitatore che si trova a percorrere l’argine della Sacca di Scardovari.

D) La zona umida del Biotopo Bonello, è un residuo palustre della ex valle Bonello, comprendente tratti di acque dolci ed antichi dossi delimitanti le peschiere e ricoperti da vegetazione, si estende su una superficie di circa 45 Ha.
Il rifornimento di acqua dolce deriva dalle acque di scolo delle bonifiche circostanti. Il lato est di questa ex valle confina con la sacca di Scardovari, e questo determina le caratteristiche decisamente salmastre di buona parte delle acque.
I manufatti presenti sono caratterizzati prevalentemente dagli argini messi a dimora per la formazione della valle; tutta l’area circostante è messa a coltura. Le pressioni esercitate sono cospicue.
La vegetazione del biotopo è una vegetazione igrofìla; l’area è caratterizzata da assenza di vegetazione arborea.
L’area rientra nella Zona di rifugio, ripopolamento e riproduzione della selvaggina. L’area è stata segnalata come naturalisticamente notevole dalla Regione del Veneto e dal Consorzio di Bonifica Delta Po – Adige

E) Nel bosco Nichetti ad Ariano Polesine la porzione occupata da acqua stagnante è caratterizzata da una rigogliosa presenza di piante idrofile, mentre le zone circostanti sono caratterizzate da canneto e da una modesta presenza di essenze arboree.
La fauna risulta interessante, in particolare l’entomofauna, l’erpetofauna per la presenza di specie tipiche delle aree umide della pianura veneta, e l’avi fauna per la presenza di numerose specie stanziali e di passo.
F) Le Dune fossili di Porto Viro e Rosolina;

G) Dune fossili di San Basilio: sono rilievi che costituiscono il residuo degli antichi cordoni litoranei, presenti dall’epoca pre-romana alla prima metà del XII° secolo, sono composte da suoli caratterizzati da tessitura sabbiosa.

H) La Golena di Santa Maria in Punta all’incile del Po di Goro: originatasi dal pluriennale accumulo di limo, argilla e sabbia, nell’ambito dell’ecosistema fluviale del Delta del Po, assume, per le caratteristiche vegetazionali e i caratteri di continuità che la contraddistingue, una rilevante importanza faunistica per molteplici specie di animali acquatici e, come le altre golene presenti nell’area deltizia, si rivela fondamentale per la sopravvivenza di molte specie legate esclusivamente all’acqua dolce.

I manufatti
I più significativi manufatti storici e industriali, testimonianza delle attività lavorative ed economiche del recente passato del territorio del Delta del Po sono :
a) Faro della Pila e fabbricati ex militari annessi;
b) Ca’ Vendramin, Museo della bonifica;
c) Conca dell’ex canale di collegamento tra Po di Goro e Po di Gnocca;
d) Idrovore dismesse e non e fabbricati annessi;
e) Ex zuccherificio di Porto Tolle;
f) Palazzo Camerini di Polesine Camerini;
g) Palazzo ESAV di Boccasette;
h) Fabbricati dell’Isola della Batteria;
i) Vecchia Conca di Volta Grimana;
l ) Chiesetta della Moceniga a Rosolina;
m) Casoni da riso;
n) Fornaci.

a)Faro della Pila e fabbricati ex militari annessi : la singolarità della collocazione di questo manufatto e l’importanza paesaggistica dell’area su cui insiste ne fanno un punto di particolarissimo interesse naturalistico e monumentale.

b) Il complesso idrovoro di Ca’ Vendramin, costruito nel 1900 a cavallo dello Scolo Veneto e non lontano dal Po di Goro, progettato dall’Ufficio Provinciale di Rovigo per conto del Consorzio dell’Isola di Ariano, è la più importante testimonianza degli impianti di sollevamento azionati ad energia termica; il complesso è stato individuato come sede del Museo Regionale della bonifica.

La trasformazione a museo, che ha tenuto conto delle pregevoli caratteristiche tipologiche di questo rilevante manufatto di archeologia industriale, prevede oltre agli spazi museali, un centro culturale per studi e ricerche nelle discipline tecnico-scientifiche relative alla bonifica, al territorio e all’ambiente; negli spazi liberi adiacenti il complesso, si prevede la creazione di un orto botanico specializzato delle essenze caratteristiche dell’area.

c) La Conca dell’ex canale di collegamento tra Po di Goro e Po di Gnocca è un manufatto di discreto interesse dal punto di vista tecnico-costruttivo e idraulico.

d) Le Idrovore dismesse e non e fabbricati annessi sono manufatti interessanti talvolta dal punto di vista architettonico che conservano esempi della tecnica costruttiva della Repubblica Veneta e piuttosto singolari per le caratteristiche di solidità e funzionalità date loro dai progettisti e dagli esecutori, anche polesani.

Rimangono alcuni esempi dei fabbricati contenenti le idrovore installate nel periodo 1850-90 in Polesine; i fabbricati, riadattati a contenere motori Diesel, a turbina ed elettrici, conservano spesso qualche struttura originaria (idrovore di Ca’ Vendramin, di Campagna Vecchia Inferiore, di Smergoncino). Talvolta l’intera struttura antica risulta evidente, come per l’idrovora ex-Bresega a Volta Scirocco di Adria. Altri esempi di fabbricati riadattati sono quelli delle idrovore Valli Adria, Rettinella, Dossi Vallieri.

e) Lo Zuccherificio di Porto Tolle, nato nell’anno 1926 e attivo fino all’anno 1985

f) Palazzo Camerini di Polesine Camerini è la sede negli anni ’50 dell’Ente Delta Padano, Palazzo Camerini; attualmente proprietà dell’ESAV (Regione del Veneto).

g) Il complesso di Boccasette è composto di una struttura principale, di un capannone e di alcuni manufatti minori, disposti attorno ad una corte principale e adiacenti un boschetto.

h) L’Isola della Batteria è classificata Riserva Naturale dello Stato dal 13.7.1977, ed è attualmente in gestione all’Azienda Regionale Foreste.

i) La Vecchia Conca di Volta Grimana fu costruita negli anni venti per garantire assieme alla Conca Cavanella d’Adige, la navigazione tra la laguna di Venezia ed il Po (antica linea di navigazione di Lombardia).

Recentemente è stata costruita la nuova Conca per far fronte alle maggiori dimensioni dei natanti e all’aumento del traffico.

Il manufatto è di estremo interesse sia dal punto di vista tecnico-costruttivo, sia dal punto di vista idraulico

l) La Chiesetta della Moceniga a Rosolina: si trova in un’area povera di manufatti e quindi assume un particolare interesse quale potenziale punto focale per percorsi naturalistici di vario tipo.

m) I Casoni da riso: risultano interessanti in funzione della valorizzazione delle tradizioni agricole e industriali dell’area.

n) Le fornaci, che costituirono l’insediamento industriale dominante nel polesine per diversi decenni (si consideri che per alcuni Comuni esse rappresentavano realmente l’unica attività extra-agricola presente sul territorio), ebbero il loro momento di maggiore attività fra la fine dello scorso secolo e la prima metà di quello attuale. La volontà di conservare o di riutilizzare convenientemente questi impianti, è motivata dall’importanza che queste industrie hanno significato nella storia e nello sviluppo sociale ed economico del territorio polesano, ultimi esempi di certa produttività un tempo peculiare in quella zona.

La pesca e l’acquacoltura nell’area del Delta del Po
Il Delta del Po offre numerose opportunità di pesca data la molteplicità degli ambienti, marini e di acque interne dolci in esso presenti. Ambienti terracquei differenti vuol dire anche moltissime specie ittiche come : carassi, carpe, tinche, pesce gatto, cefali, anguille, passere,cheppie,spigola, orata, seppia.

Le tecniche, gli attrezzi, i tempi e modi di pesca sono, quindi, profondamente diversi a seconda degli ambienti, delle epoche e della specie oggetto di cattura.
Le catture hanno andamento stagionale sia per le specie che per le quantità e qualità dei prodotti in quanto il dinamismo ecologico della lagu­na le condiziona considerevolmente. Le attrezzature utilizzate per la pesca, effettuata generalmente con barche di piccole dimensioni, vanno da attrezzi fissi quali bertovelli, reti da posta, tremagli, cogoli.
La pesca si esercita abitualmente dalle prime ore del giorno al primo pomeriggio per poter conferire il pescato all’apertura del mercato locale.
La struttura produttiva maggiormente rappresentativa della realtà della pesca e dell’acquicoltura è il Consorzio Cooperative Pescatori del Pole­sine, nato per il desiderio di collaborazio­ne delle cooperative di pescatori operanti nella provincia di Rovigo e che attualmente conta circa 1500 soci e raggruppa il 90% degli operatori del settore della pesca della provincia.
La fondamentale attività svolta dai soci del Consorzio è la molluschicoltura che viene esercitata da moltissimo tempo soprattutto nella Sacca degli Scardovari dove il Consorzio è titolare di un’area di circa 120 mila mq. sulla quale, con numerose strutture fisse in legno (pergolari), produce cozze con tecnica dell’allevamento in sospensio­ne, con una potenzialità produttiva di oltre 40.000 q.li di mitili in "treccia".
Altra attività che il Consorzio ha introdot­to per i soci in questi ultimi anni con notevole successo, e che sta di fatto prevalendo tuttora sulle altre tipologie di coltura, è l’allevamento della vongo­la verace (Tapes philippinarum) che sta dando risultati inaspettati con una natura­le proliferazione del mollusco. Tale attività ha trovato inizialmente grande diffusione nelle lagune del Canarin e Sacca degli Scardovari, diffondendosi poi ad altri ambiti lagunari.

2.1 Infrastrutture utili all’attività pescaturistica
La provincia ha effettuato, attraverso il settore Urbanistica e Infrastrutture, un monitoraggio per individuare i punti di attracco turistico e per la loro messa a norma. Si tratta di n 12 attracchi variamente dislocati lungo il fiume Po e nell’area del Delta.

2.2 Imbarcazioni disponibili per l’attività pescaturistica
I pescatori sono dotati di imbarcazioni a fondo piatto della lunghezza di mt.6, omologate per la pesca, ma non tutte omologate od omologabili da parte del Registro Navale Italiano per il trasporto di persone (per un numero massimo di 3 persone). Alcuni pescatori dispongono anche di una seconda imbarcazione per la pesca in mare della lunghezza di mt.12 già omologata che possono caricare oltre al pescatore 4-5 persone per lo svolgimento della pesca di diporto. Si tratta di imbarcazioni , a chiglia piatta, adatte a solcare i bassi fondali, per lo più di fabbricazione artigianale che incontrano difficoltà notevoli in sede di omologazione per il trasporto di persone.

2.3 Attrezzature per la pesca
Si elencano ora in funzione delle specie pescate le attrezzature utili per la loro pesca, il loro sistema di allevamento e/o il loro ambiente di vita.


Tab. 7 attrezzature utili alla pesca

Specie pescata

Diffusione e/o coltivazione

Attrezzatura per la pesca

Vongola verace

Allevamenti

Draga idraulica (100 kg max. giornaliero)

Cozza

Allevamenti

Attrezzi da traino x molluschi

Anguilla

risale il fiume per compiere la maturità sessuale, si riproduce in mare

Allevamenti intensivi (vasche) estensivi ( semina di cieche o ragani in valli)

Bertovelli e lavorieri

Cefalo

Fondali sabbiosi, rocciosi e melmosi

E sotto costa; a tarda primavera risale canali e fiumi

Semina, pascolo (fino a fine novembre) , “richiamato” a svernare in peschiere e rilanciato a marzo e raccolta (alla 4-5a stagione di crescita)

Reti da traino pelagico (volanti), da circuizione (cianciolo), da posta, sciabiche, bilance, lavorieri

Passera

In primavera nelle sacche e nelle lagune e risale il fiume


Orata

Fondali sabbiosi tra praterie di poseidonie

Reti da posta e da strascico, palangari

Spigola

In laguna nei periodi caldi

Reti da posta, lavorieri

Latterino

Lagune salmastre


Go’

Lagune salmastre a modesta profondità, fondali melmosi in corrispondenza di poseidonie

Bertovelli, Nasse Con Polpa Di Granchio O Moleca (Carnicus Mediterraneus in muta), a braccio durante le basse maree

Sogliola


Reti da traino (rapidi, sfogliare o ramponi), anche con tramagli

2.4 Cavane e casoni recuperabili
A fronte di alcuni esempi di casoni, dove si può tutt’ora, seppur solo su prenotazione, trovarsi per mangiare il pesce appena pescato ( Cason Ravagnan a Valle Ca’ Pisani, e Casonetto di valle a Rosolina), altri casoni risulterebbero, con un piccolo intervento di recupero, attrezzabili per ospitare il turista.

Vengono riportati in appendice XIII i dati dell’ultimo censimento Regionale delle abitazioni rurali e alcuni utili indirizzi con le caratteristiche delle varie tipologie di abitazione.

2.5 Pontili e posti barca
Dalle nostre indagini effettuate nel territorio dei comuni di Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina è emerso che esistono da una parte strutture storiche utilizzate ancor oggi dai pescatori, e non idonee all’attracco per carico e scarico di turisti, e dall’altra una serie di nuovi pontili di progetto (ad esempio la sistemazione del porticciolo di Barricata dove si sta ammodernando la vecchia darsena con un sistema di pontili galleggianti per più di 300 posti barca). Esistono strutture di ormeggio su pontili galleggianti e finger presenti presso il Centro Turistico Nautico “Po di Venezia” in comune di Porto Viro già attivo. Vi è il centro di Marina di Porto Levante o il Centro vacanze Tenuta Forti (attualmente in fase di progetto), e ancora il Porto Turistico di Albarella con i suoi 500 posti barca.

2.6 Attracchi
Si riporta , di seguito, l’elenco,la posizione e l’indirizzo degli attracchi da noi rilevati .
Albarella (foce Po di Levante): Direzione porto, tel. 332262-3, Capitaneria di Porto, tel. 330289 (500 posti barca, ristorante, assistenza meccanica e rifornimento).
Ariano Polesine (Po di Goro): Club Nautico Isola d’Ariano (4 posti).
Berra (incile Po di Goro): La porta del Delta, tel. 834598 (assistenza meccanica e rifornimento).
Ca’ Tiepolo (Po di Venezia): attracco, Pro Loco, tel. 81150.
Codigoro (Po di Volano): Nautica del Delta, tel. 713590 (assistenza meccanica e rifornimento).
Goro (Sacca di Coro): Consorzio Pescatori, tel. 996452-3-4; Capitane­ria di Porto, tel. 996449 (assistenza meccanica e rifornimento).
Gorino (Sacca di Goro): solo rifornimento.
Pila (Po di Venezia): Cooperativa Pescatori, tel. 87008 (rifornimento); per gite in barca con guida: Marino Boscolo ’Marinìn’, tel. 387117.
Porto Barricata (foce Po di Tolle): tel. 89125 (300 posti barca,assistenza meccanica e rifornimento).
Porto Levante (Po di Levante): custode Ernesto Dona, tel. 666041; Marina Nuova, tel. 27009-28010-21661.
Santa Giulia (Po di Gnocca): Cooperativa Pescatori, tel. 88003 (rifornimento).
Scardovari (Po di Tolte) Cooperativa Pescatori, tel. 89031-89016 (rifornimento).
Taglio di Po (Po di Venezia) Imbarcadero Mare Po, tel. 660531.

Nella guida turistica dell’ APT provinciale risultano inseriti i seguenti altri attracchi:
Porto barricata - porto tolle - loc. bonelli - tel. 89125;
Marina nuova - porto viro - loc. porto levante - tel. 666025;
Porto levante - porto viro - loc. porto levante - tel. 666041;
Marina di Albarella - Rosolina - isola di Albarella - tel. 332262;

Nuovi punti sbarco (utilizzati per l’esercizio dell’attività di pesca dei molluschi bivalvi):
Sacca di Scardovari Loc. “Fondin”;
Sacca di Scardovari Loc.”Tre Camin” ;
Sacca di Scardovari Loc. “Santa Giulia”
Laguna Barbamarco Loc. “ Pila”
Laguna Canarin Loc. “Polesine Camerini”

Provincia di Rovigo