PescaTurismo in Provincia di Rovigo

Interreg IIIA / phare CBC Italia Slovenia - progetto “Coast to coast”

LE STRATEGIE DI INTERVENTO E LA LEGISLAZIONE ATTUALE

La Commissione Europea ha approvato, nel 2001, un documento di programmazione denominato “Interreg IIIA / phare CBC Italia Slovenia” all’interno del quale figura il progetto “Coast to coast” nell’ambito del quale è stato inserito un progetto generale per la promozione del pescaturismo in Polesine.

Sempre nel 2003 sono state definite le strategie d’intervento che possono essere così suddivise:
1. La regia regionale provvede ad emanare le direttive e consulenze tecniche per le fasi esecutive del progetto, assume gli atti necessari, liquida gli importi spettanti al Capofila (Ente Parco) e fa il monitoraggio.
2. Il Parco del Delta del Po è Capofila unico, referente del progetto;
3. I partners provvedono alla realizzazione delle iniziative di propria competenza e ne sono responsabili.

Il progetto generale prevede 3 sottoprogetti.
· Infrastrutture
· Promozione
· Formazione

La Provincia sta attuando i tre sottoprogetti che sono modulati in diversi riferimenti:
INFRASTRUTTURE: tale misura prevede la realizzazione ed il completamento di punti di approdo turistico per piccole imbarcazioni, dotati di relativa impiantistica e prevede la realizzazione di:
· Un pontile per imbarcazioni da pesca del tipo modulare di mt. 10 li lunghezza e 2 di larghezza, fisso realizzato con pali in legno infissi al suolo, ubicato in Scano Boa, in posizione comoda ai 3 casoni.
· Un’area di sosta attrezzata per 15 auto e 2 camper, in prossimità dell’imbarco della sacca del Canarin, Idrovora Boscolo di Polesine Camerini.

Sono appena state ultimate le operazioni di acquisto dell’area: con atto notarile in data 6 Marzo 2006, è stato formalizzato l’acquisto dalla Soc. Dalmazia Trieste, dell’area censita al Catasto al mappale n. 69 Foglio 35 del Comune di Porto Tolle.

Successivamente si provvederà ad “appaltare” le opere.

PROMOZIONE: tale sottoprogetto prevede la stesura di un manuale sia in lingua italiana che slovena da utilizzare da parte di chi usufruirà del servizio, unitamente alla creazione di un sito promozionale. Inoltre, il progetto prevede l’apposizione di tabelle indicative di percorsi ed itinerari.

FORMAZIONE: tale sottoprogetto prevede la formazione del pescatore che vorrà esercitare la pratica del pescaturismo. Attualmente tale progetto risulta difficilmente realizzabile stante l’esiguità degli aderenti (solo 3).

IL PESCATURISMO E LA LEGISLAZIONE ATTUALE

Il pescaturismo è una nuova forma di esercizio dell’attività turistica che consente la ricerca di un contatto con l’ambiente e con le attività lavorative tipiche che in esse si svolgono. Si tratta di una novità nel ventaglio delle offerte, anche a livello nazionale, non essendone presenti attualmente esempi in Italia. Si tratta dell’attività intrapresa dal singolo pescatore o da gruppi di pescatori (armatore di pesca costiera locale ravvicinata) che imbarca persone diverse dall’equipaggio ai fini di svolgere attività turistico ricreative. Secondo quanto prevede il DPR 293 del 13/04/99 solo le seguenti attività possono rientrare fra quelle pescaturistiche e precisamente: - lo svolgimento dell’attività di pesca sportiva che utilizza i sistemi di pesca previsti e prescritti nella licenza medesima;

I sistemi di pesca a traino non sono previsti e anzi il pescatore dotato di attrezzatura e di licenza per tale tipo di pesca per svolgere il pescaturismo deve rinunciare a tale pesca, è richiesta per l’esercizio del pescaturismo l’attestazione del capo del Compartimento Marittimo ove è iscritta l’unità di pesca previo sbarco e sigillo dei sistemi citati.

- lo svolgimento di attività turistico- ricreative, ai fini della divulgazione della cultura del mare e della pesca, come escursioni lungo la costa o l’osservazione di pesca professionale, la ristorazione a bordo o a terra;
- lo svolgimento di attività finalizzate a valorizzare l’ambiente costiero e previo autorizzazione della Regione di competenza delle acque interne.

Le attività previste possono essere svolte per tutto l’arco dell’anno, in condizioni meteo marine favorevoli, solamente in orario diurno e con l’eccezione per quelli notturni entro le 6 miglia marine per chi è dotato di barche autorizzate alla pesca costiera locale, ed entro le 20 miglia marine per chi è dotato di barche autorizzate alla pesca costiera ravvicinata.
Vige l’obbligo di ricondurre nel porto di partenza le persone imbarcate o di condurle, in caso di necessità, in un altro posto di sbarco del compartimento.
È fissato in 12 il numero massimo di persone imbarcabili per svolgere l’attività pescaturistica. Per svolgere l’attività pescaturistica è necessario ottenere l’autorizzazione dal capo del compartimento marittimo del luogo di iscrizione della nave. La domanda deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) copia delle annotazioni di sicurezza dell’unità;
b) copia della prova di stabilità e/o copia della prova occasionale di stabilità;
c) copia delle annotazioni di sicurezza, finalizzate esclusivamente all’esercizio della pescaturismo.
L’autorizzazione all’esercizio dell’attività è rilasciata tenuto conto degli accertamenti di sicurezza eseguiti anche per il tramite degli uffici marittimi dipendenti e della prova pratica di stabilità effettuata dal Registro navale italiano.
Le barche destinate all’esercizio dell’attività di pesca-turismo devono essere provviste del materiale sanitario indicato nel decreto 25 maggio 1988, n. 279 del Ministero della sanità. I mezzi di salvataggio da sistemare a bordo delle unità da pesca, autorizzate all’esercizio della pesca turismo, sono quelli indicati dagli articoli 12, 13, 14, e 15 del decreto ministeriale 22 giugno 1982; gli stessi dovranno essere sufficienti per tutte le persone a bordo.
Inoltre per l’imbarco di minori di anni 14, le unità devono essere dotate di mezzi di salvataggio individuali per bambini. Le unità dovranno comunque essere in possesso del certificato di annotazioni di sicurezza in regolare corso di validità.
Per le esigenze delle persone imbarcate, ove non previsto dalle pertinenti disposizioni del regolamento di sicurezza per la pesca, le unità autorizzate alla pesca-turismo devono essere dotate di apparato radiotelefonico VHF, anche di tipo portatile.

DOMANDA DI PESCA-TURISMO

Il pescatore è una figura professionale molto importante per l’intero ecosistema del Delta del Po in quanto nell’esercizio della sua attività finisce per essere anche un guardiano ed una sentinella per tutto ciò che accade nel territorio: modificazioni nelle presenze animali ed umane, livelli delle acque, evoluzione dell’ambiente ripario, trasformazioni antropiche .

A garanzia di tutela e salvaguardia del territorio deltizio sono pertanto fondamentali il mantenimento ed il rafforzamento delle attività economiche e quindi della presenza dell’uomo.

Le stesse organizzazioni dei pescatori nel Delta si sono date delle regole proprio in funzione di un equilibrio delle attività e delle strutture della pesca con l’ecosistema attraverso la pesca controllata (specialmente in mitilicoltura); il pescatore ha quindi rinunciato al concetto di massimo pescato per pescare meno,ma più a lungo nel tempo. Ciò è molto importante, ma occorre diversificare le attività dei pescatori e dare loro nuove opportunità perché possano rispettare le regole e trovino condizioni reddituali tali da restare, tali da evitarne la fuga, come già avvenuto nel settore agricolo. L’attività di pesca-turismo,opportunamente sostenuta con incentivi pubblici ed opportunamente organizzata sul territorio con il coinvolgimento di tutti gli operatori turistici e promossa altresì anche per via internet può davvero rappresentare una attività integrativa che ben può inserirsi in questa logica di salvaguardia e di mantenimento dell’ecosistema.

Le peculiarità e le unicità dell’ambiente consentono di affermare che qui il turista può trovare, come ha dimostrato l’esperienza dell’agriturismo, un contatto diretto con l’ambiente e la natura.

Le attuali strutture si rivolgono ad un turismo di diporto che propone la ‘uscita in barca ’ anche di una o più giornate lungo il corso del Po e/o nel Delta,senza permettere al turista la pesca e poi il soggiorno e la consumazione del pesce pescato con ricette tipiche, senza offrire al turista momenti di relax tra i canneti e le valli del Delta. Non esiste oggi il servizio per i turisti offerto dal pescatore, ma un servizio offerto da un imprenditore del settore turistico.

E’ augurabile, dunque, un’attività di pescaturismo che coinvolga i pescatori locali e le loro famiglie per dare risposta ad una crescente domanda di turisti che vogliono pescare in aree naturalistiche e condividere per qualche giorno la vita del pescatore, dell’uomo di fiume, conoscere la flora e la fauna, cucinare e gustare il pesce con ricette tipiche.

L’attività pescaturistica è oggi possibile grazie al Decreto Legge del 1999 che ne regolamenta e disciplina lo svolgimento in acque interne e costiere.


Provincia di Rovigo